Iniziative per il Giorno della Memoria al Martinetti: testimonianze per riflettere e ricordare - Martinetti News - Liceo Piero Martinetti Caluso

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Iniziative per il Giorno della Memoria al Martinetti: testimonianze per riflettere e ricordare

Pubblicato da Sara Savoia in Eventi · 18/2/2019 16:44:00

Come di consueto, in occasione del Giorno della Memoria l’I.I.S. Martinetti di Caluso organizza attività di commemorazione e riflessione rivolte ai propri studenti. Due gli appuntamenti di quest’anno.
Giovedì 24 gennaio gli studenti scuola Primaria e Secondaria di I grado di Rondissone hanno presentato alle classi prime del Martinetti il proprio lavoro di ricerca sul tema della Shoah, attraverso un video illustrativo della storia di Stella Valabrega, vittima della deportazione: drammatico il racconto della sua cattura e detenzione, da Torino, al campo di smistamento di Fossoli, ad Aushwitz insieme ai genitori. Sopravvissuta alla marcia della morte, fu liberata mentre si trovava nel campo di Bergen-Belsen. La sua storia straordinaria è stata poi raccontata dai figli Roberto e Mariella Duretti, testimoni indiretti del genocidio, che hanno scoperto le proprie origini ebraiche solo dopo la morte della madre. L’incontro si è concluso con una doverosa riflessione sul rischio di un rinnovato antisemitismo e sulla difficoltà di una testimonianza che tuttavia, oggi più che mai, risulta necessaria, per instillare nelle nuove generazioni la consapevolezza che chiunque conosca questi terribili accadimenti è responsabile del fatto che non si debbano ripetere.



Il secondo incontro si è svolto martedì 29 gennaio e ha visto la partecipazione di Guido Foa, testimone anch’esso indiretto della Shoah. Guido Foa è il figlio del defunto Massimo, scampato all’Olocausto in tenera età nascosto in un fagotto, tra i panni sporchi, grazie all’intervento della signora Clotilde Roda Boggio, o più semplicemente mamma Tilde (1896-1989), poi dichiarata Giusta fra le Nazioni. I nonni, Elena Recanati e Guido Foa, affrontarono invece la deportazione nel 1944: di lui si persero le tracce, forse morì durante la marcia forzata per abbandonare Auschwitz, poco prima della liberazione del campo. Lei invece tornò, dopo circa otto mesi trascorsi in condizioni disumane tra Auschwitz, Bergen-Belsen e Breuschweig. Di questo tragico periodo restano alcune lettere da lei scritte, da cui il nipote Guido è partito per ricostruire la storia dei suoi nonni e di suo padre, che si inserisce nella grande Storia della Shoah e ne illumina aspetti poco conosciuti. Gli allievi hanno assistito alla lettura di una missiva che Elena scrisse alle sue sorelle: vi racconta la tragica esperienza del campo, fatta di “atrocità inenarrabili, lavori massacranti, botte e luride zuppe”, in un mondo parallelo e terrificante nel quale gli internati si muovevano “come fantasmi ridotti a brandelli”.
Queste attività, che ogni anno l’istituto Martinetti organizza con grande coinvolgimento e partecipazione di studenti e personale scolastico, consentono ai ragazzi delle ultime generazioni di assistere alla storia attraverso la testimonianza diretta dei suoi protagonisti: una storia recente, viva nella sua atrocità, che non smette di parlare al presente e di ribadire che un futuro migliore, affidato ai giovani, deve fondarsi sulla consapevolezza e sul definitivo superamento degli errori e orrori del passato.





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